Antica Macelleria Cecchini – Officina della Bistecca
Via XX Luglio, 11 — Panzano in Chianti
Le premesse c’erano tutte: sei amici, il Chianti, una gita fuori porta e la “ciccia”, come la chiama Dario.
Un posto famosissimo, inevitabilmente turistico e costruito anche intorno al personaggio di Dario Cecchini. Tutto farebbe pensare alla classica macchina acchiappa-turisti. Invece, una volta seduti, il dubbio passa: qui si mangia bene, tanto e in un modo che rende il viaggio parte dell’esperienza.
Non è facilissimo raccontare l’esperienza da Cecchini.
Il posto è rinomato, turistico, conosciuto ben oltre il Chianti. Dario è ormai un personaggio e prima dell’apertura suona persino la tromba. Insomma, le premesse per pensare a qualcosa di un po’ finto, costruito e studiato per chi arriva da fuori ci sarebbero tutte.
Invece…
Invece ci siamo seduti e, piano piano, tutto ha cominciato ad avere senso.
Si mangia su grandi tavoli condivisi, accanto a persone che non conosci. Si sceglie il menu e poi parte una specie di rito collettivo della carne. Potrebbe essere una trovata. E forse in parte lo è. Ma funziona, perché alla fine è tutto giusto.
Noi abbiamo scelto il menu da 50 euro e qui c’è poco da girarci intorno: tanta roba. Tanta, tanta roba davvero.
La carne non è locale e so che questa scelta ha fatto discutere, soprattutto in un territorio come il Chianti. Cecchini ha scelto anche un proprio progetto di allevamento in Spagna: su questo ognuno può avere la propria opinione.
Poi però arriva la carne.
Ed è strepitosa.
Cotture precise, materia prima eccellente e porzioni che non lasciano spazio a dubbi sul motivo per cui si è venuti fin qui.
Tralascerei quasi la presentazione della bistecca alla fiorentina, con il suo inevitabile siparietto: fa parte dello spettacolo e, alla fine, è anche simpatico.
Tra tutto quello che abbiamo mangiato, però, tre cose mi sono rimaste particolarmente impresse: Chianti crudo, fagiolo e Panzanese. Su tutti.
E poi la torta all’olio, un finale semplice e perfettamente coerente con tutto il resto.
Senza Invito
Io Cecchini lo consiglio.
Lo consiglio agli amici per una giornata nel Chianti, ma probabilmente ci andrei anche da solo: i tavoli condivisi fanno sì che dopo poco si inizi inevitabilmente a parlare con chi si ha accanto.
E consiglio anche di allungare il viaggio apposta per andarci.
Durante il pranzo abbiamo incontrato persone arrivate da diverse parti d’Italia che avevano modificato il proprio itinerario proprio per provare Cecchini.
Dopo esserci stato, secondo me, hanno fatto bene.
Perché dietro la tromba, il personaggio, i turisti e tutto il contorno, alla fine rimane quello che conta davvero:
la ciccia.
E quella merita il viaggio.
